Descrizione
Erice è stata riconosciuta “Civitas Mariae” con decreto del vescovo di Trapani, monsignor Pietro Maria Fragnelli. Il provvedimento, annunciato in occasione della solennità della Madonna di Trapani, patrona della Diocesi, estende il titolo - già attribuito in passato a Custonaci - ai Comuni di Erice, Trapani, Alcamo, Calatafimi Segesta e Castellammare del Golfo.
Il titolo è legato alla presenza, nelle rispettive città, di immagini della Madonna incoronate dal Capitolo Vaticano e si inserisce nella più ampia riflessione proposta dalla Diocesi sulla diffusione della devozione alla Madonna di Trapani nel territorio.
Il comunicato della Diocesi riporta inoltre alcune novità che riguardano direttamente il territorio ericino. Giovanni Quartana, della parrocchia San Paolo di Casa Santa, sarà tra i quattro laici che, per la prima volta nella storia della Diocesi di Trapani, riceveranno il ministero istituito del catechista. Il rito di istituzione si terrà il prossimo 20 settembre, in occasione dell’assemblea diocesana di inizio anno.
Per quanto riguarda l'assetto pastorale delle parrocchie di Casa Santa, don Vincenzo Basiricò è stato nominato parroco della parrocchia San Michele Arcangelo, mentre don Christian Collica è stato nominato parroco in solido della parrocchia San Paolo.
«Il riconoscimento di Erice come “Civitas Mariae” - dichiara la sindaca Daniela Toscano - merita, a mio avviso, di essere letto andando oltre il significato strettamente religioso del titolo. Erice è una città nella quale la presenza della devozione mariana è parte della storia dei luoghi, della memoria collettiva e dell'identità della comunità. Questo riconoscimento, di cui andiamo profondamente orgogliosi, mette in luce una dimensione che appartiene da secoli alla città e che continua a essere visibile nel suo patrimonio, nei suoi santuari, nelle sue chiese e nelle tradizioni che ancora oggi vengono tramandate. È importante anche il fatto che Civitas Mariae non riguardi soltanto Erice, ma cinque Comuni del territorio. Il decreto offre infatti una chiave di lettura interessante, cioé quella di un patrimonio religioso che ha attraversato i confini amministrativi e che può essere considerato, insieme alla storia, all'arte e al paesaggio, una componente del patrimonio culturale del nostro territorio. Per Erice questo titolo rappresenta dunque un riconoscimento, ma anche una responsabilità che è quella di continuare a custodire e valorizzare una storia che non appartiene soltanto al passato e che può contribuire a rafforzare la consapevolezza della nostra identità. Ringrazio il vescovo, S.E. Pietro Maria Fragnelli, e rivolgo il mio migliore augurio a tutti coloro i quali hanno avuto affidati incarichi pastorali nel nostro territorio».
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Ultimo aggiornamento: 17 agosto 2026, 13:56